Iperammortamento 2026: cosa prevede la norma, cosa cambia con il DM di gennaio e cosa ha annunciato il Governo

Pubblicato il 9 febbraio 2026

Il quadro dell’iperammortamento 2026 si arricchisce di elementi normativi e politici rilevanti per il settore fotovoltaico. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2026 e il successivo Decreto Ministeriale di gennaio, sono stati definiti i criteri tecnici e fiscali per accedere alla maxi‑deduzione.

Parallelamente, durante Telefisco 2026, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato un’importante apertura: l’eliminazione del vincolo “Made in EU” per i componenti hardware, inclusi i moduli fotovoltaici.

Logo Ministero Economia e Finanze e scritta Iperammortamento Legge di Bilancio 2026 per investimenti fotovoltaici.

Iperammortamento 2026: il quadro normativo definito dalla Legge di Bilancio e dal MEF per gli investimenti in asset fotovoltaici interconnessi.

Cosa prevede la norma attuale (GU + DM gennaio 2026)

La disciplina vigente stabilisce una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

Aliquote attualmente certificate (fonte: GU + DM gennaio)

Il sistema premia gli investimenti secondo scaglioni decrescenti, garantendo la massima agevolazione alla piccola e media impresa:

Scaglione di InvestimentoMaggiorazione FiscaleImpatto Reale (Esempio su 1M€)
Fino a 2,5 milioni €+180%2.800.000 € (Base ammortizzabile)
Tra 2,5 e 10 milioni €+100%2.000.000 € (Base ammortizzabile)
Tra 10 e 20 milioni €+50%1.500.000 € (Base ammortizzabile)

“Questi numeri confermano che l’iperammortamento 2026 non è solo un incentivo, ma una vera leva finanziaria: in termini pratici, l’azienda può portare in deduzione quasi il triplo di quanto effettivamente investito nei sistemi fotovoltaici.”

Nota tecnica sul 220%: Sebbene le bozze iniziali abbiano ipotizzato un’aliquota “super-green” al 220%, il DM di gennaio ha privilegiato la stabilità del 180% come base certa per i beni 4.0. L’accesso a percentuali superiori resta attualmente vincolato a requisiti di risparmio energetico certificato (ex-ante ed ex-post) particolarmente stringenti.

Nota tecnica sul 220%: Sebbene le bozze iniziali abbiano ipotizzato un’aliquota “super-green” al 220%, il DM di gennaio ha privilegiato la stabilità del 180% come base certa per i beni 4.0. L’accesso a percentuali superiori resta attualmente vincolato a requisiti di risparmio energetico certificato (ex-ante ed ex-post) particolarmente stringenti.


Requisiti tecnici (DM gennaio 2026)

Il decreto specifica che i beni devono essere nuovi, interconnessi e funzionali alla trasformazione tecnologica. Per il fotovoltaico, l’agevolazione è rivolta agli impianti destinati a:

  • Autoconsumo industriale.
  • Efficientamento di processi produttivi energivori.
  • Integrazione con sistemi di monitoraggio e gestione digitale.

È tassativamente richiesta una dichiarazione del fornitore che attesti la conformità tecnica del bene ai requisiti del decreto.


Il nodo del “Made in EU”: tra norma e promessa politica

La norma attuale (Vigente): Ad oggi, il testo normativo prevede ancora che i moduli fotovoltaici debbano essere prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo (SEE).

L’annuncio di Telefisco (Direzione futura): Il viceministro Leo ha chiarito la volontà del Governo di superare questo limite: “Indipendentemente da dove viene effettuato l’investimento, quell’investimento è premiato e può fruire dell’iperammortamento.”


Cosa cambia per il mercato fotovoltaico

L’eliminazione del vincolo territoriale — una volta formalizzata — avrà impatti sistemici:

  1. Maggiore disponibilità: Fine dei colli di bottiglia nelle forniture.
  2. Riduzione dei costi: Accesso a componenti globali con un miglior rapporto efficienza/prezzo.
  3. Neutralità tecnologica: Possibilità di utilizzare le ultime innovazioni (TOPCon, HJT, bifacciali) indipendentemente dal sito produttivo.

Impatti operativi per EPC e Distributori

  • Per gli EPC: Maggiore flessibilità progettuale e tempi certi per la chiusura dei cantieri, potendo contare su una supply chain più vasta.
  • Per i Distributori: Portafoglio prodotti ampliato e maggiore stabilità dei margini commerciali.

Nota istituzionale di Assosolare

È fondamentale precisare che la rimozione del vincolo Made in EU non è ancora presente nel testo normativo. Sarà introdotta tramite un decreto legislativo correttivo; la certezza giuridica arriverà solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Assosolare continuerà a monitorare l’evoluzione normativa per informare tempestivamente gli operatori.

Per consultare il testo integrale della Legge di Bilancio 2026, è possibile fare riferimento alla pubblicazione ufficiale in Gazzetta Ufficiale e al decreto del MIMIT, disponibili qui: Gazzetta Ufficiale, MIMIT.

Per una panoramica completa degli incentivi disponibili, consulta la nostra Guida completa al Fotovoltaico 2026.

Oltre alle opportunità dell’iperammortamento 2026 fotovoltaico, esistono altri strumenti strategici per il settore. Per approfondire le misure dedicate a CER e investitori, consulta la nostra Guida agli incentivi e agevolazioni 2026.

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