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Scambio sul Posto 2026: cosa succede davvero e quali alternative scegliere
Pubblicato il 14/04/2026
Lo Scambio sul Posto chiude definitivamente nel 2026 e chi non ha ancora scelto un’alternativa rischia di trovarsi senza alcuna valorizzazione per l’energia immessa in rete. Le opzioni attuali si dividono tra il Ritiro Dedicato gestito dal GSE e l’autoconsumo virtuale, ma è fondamentale comprendere che la migrazione non è automatica e deve essere richiesta esplicitamente dal proprietario dell’impianto. Questa transizione si inserisce nel quadro più ampio della fine dello scambio sul posto, un passaggio obbligato per allinearsi alle direttive europee e ai nuovi scenari di mercato.
La nuova normativa ARERA impone l’adeguamento tecnico CEI 0-21 per evitare la sospensione dei ricavi e garantire il controllo remoto del gestore di rete.
Il dato reale: migliaia di impianti sono ancora in SSP
Nonostante la chiusura sia stata annunciata da anni, decine di migliaia di impianti domestici e industriali risultano ancora attivi in questo regime. Molti proprietari non hanno ricevuto comunicazioni chiare o stanno aspettando un intervento automatico del GSE che però non avverrà. Chi non sceglie un’alternativa entro il 2026 non riceverà più alcuna compensazione per l’energia immessa, perdendo ricavi ogni mese e trasformando un asset produttivo in un investimento che non genera valore. Questo scenario può essere evitato solo attraverso una gestione proattiva delle scadenze e la conoscenza dei nuovi incentivi e agevolazioni 2026.
Differenze economiche e gestionali tra SSP e RID
Per valutare correttamente il passaggio, è necessario analizzare come cambia la valorizzazione del chilovattora immesso in rete. Mentre lo Scambio sul Posto operava una compensazione parziale dei costi di rete, il Ritiro Dedicato si limita alla vendita dell’energia a prezzi di mercato, influenzati direttamente dalle dinamiche del PUN.
Cos’era lo Scambio sul Posto e perché finisce
Lo SSP è stato per anni un meccanismo efficace di compensazione, ideale per i piccoli impianti che potevano “scambiare” virtualmente l’energia con la rete. Tuttavia, la sua natura non è più compatibile con le nuove regole europee né integrabile con i modelli di CER e autoconsumo collettivo. Inoltre, non risulta più sostenibile per il GSE come meccanismo di bilanciamento della rete elettrica nazionale. La chiusura definitiva nel 2026 segna il passaggio verso regimi di mercato che devono fare i conti con fenomeni come la cannibalizzazione solare, dove l’eccesso di produzione nelle ore centrali incide sul valore reale dell’energia prodotta.
Come migrare al RID: la procedura operativa
Per avviare la migrazione è necessario accedere all’Area Clienti del portale GSE e selezionare la sezione dedicata al Ritiro Dedicato per inoltrare la richiesta di adesione. La procedura richiede il caricamento dei dati dell’impianto, del codice POD, dei documenti di identità e delle coordinate bancarie per l’accredito dei pagamenti. Una volta firmato digitalmente il contratto, l’attivazione avviene solitamente in un arco temporale compreso tra i 7 e i 30 giorni. Il GSE comunicherà infine la data ufficiale di avvio del nuovo regime, ricordando che la migrazione non interrompe la produzione e non richiede alcun intervento tecnico sull’infrastruttura.
Sintesi delle alternative e scadenze tecniche
La scelta dell’alternativa dipende dalla taglia dell’impianto e dal profilo di consumo dell’utente. Di seguito riportiamo lo schema sintetico per la pianificazione degli interventi necessari entro il termine del regime transitorio stabilito dalle autorità.
FAQ sulla chiusura dello Scambio sul Posto
Posso restare in SSP dopo il 2026?
No, il meccanismo viene chiuso definitivamente a livello nazionale. Non sono previste deroghe e l’energia immessa dopo la scadenza non verrà più conteggiata ai fini della compensazione economica se non si migra formalmente a un nuovo regime di vendita o autoconsumo.
Quanto vale il RID rispetto allo SSP?
In media il Ritiro Dedicato ha un valore inferiore del 20-40% rispetto allo Scambio sul Posto. Questa differenza è dovuta al fatto che il RID paga l’energia al prezzo di mercato puro, eliminando i rimborsi sui servizi di rete precedentemente inclusi nel contributo in conto scambio.
La migrazione al RID è gratuita?
Sì, non ci sono costi di attivazione o oneri amministrativi richiesti dal GSE per passare dallo Scambio sul Posto al Ritiro Dedicato. L’operazione avviene interamente online tramite il portale ufficiale e non richiede l’intervento fisico di un tecnico.
Approfondimenti di Assosolare:
Fine SSP 2026
Incentivi e agevolazioni 2026
Scadenzario GSE 2026
Cannibalizzazione solare 2026
GSE, Normativa e Regolazione
Riferimenti istituzionali
Portale GSE — Ritiro Dedicato