Classifica BESS 2025: BYD mette la freccia e il mercato cambia faccia

Pubblicato il 15/02/2026

Ho passato le ultime ore a spulciare le oltre cinque pagine dell’ultimo report InfoLink sulle spedizioni globali di sistemi di accumulo (BESS) e, onestamente, c’è da farsi venire il mal di testa. I numeri che girano non sono più quelli di un settore “promettente”: siamo in piena era industriale. Nei primi nove mesi del 2025 abbiamo superato i 286 GWh spediti a livello globale, con un balzo dell’85% rispetto all’anno scorso.

Non è più un mercato per piccoli player o per chi cerca l’affare del giorno. Qui si gioca a chi ha i muscoli più grossi e, soprattutto, a chi controlla la filiera.

Classifica globale integratori BESS 2025: quote di mercato Tesla, BYD e Sungrow.

1. BYD sta diventando un rullo compressore (e non è solo fortuna)

Tesla e Sungrow tengono botta e si contendono il primato annuale, ma la vera notizia che emerge dal report è il sorpasso di BYD nel segmento utility-scale durante il terzo trimestre.

Quando ti fai le celle in casa, giochi un altro sport. Mentre gli altri integratori devono negoziare forniture, prezzi e tempi di consegna con i produttori di celle, BYD controlla tutto: dalla miniera di litio al software di gestione. Tesla resta il riferimento assoluto per il brand e l’ecosistema, ma i cinesi stanno spingendo come matti sulla densità energetica e, ammettiamolo, su una capacità di consegna che oggi non ha eguali.

2. I produttori di moduli si buttano sull’accumulo: mossa disperata o geniale?

Se andate a leggere i dettagli nelle pagine interne, vedrete nomi che fino a due anni fa associavamo solo ai pannelli fotovoltaici: Canadian Solar, Trina Storage e JinkoSolar stanno scalando la classifica a velocità doppia.

Perché lo fanno? Semplice: il mercato dei moduli è diventato una “commodity” dove si lotta per i centesimi. L’accumulo è la loro scialuppa di salvataggio per mantenere i margini. Stanno usando la loro forza commerciale e i canali distributivi già aperti per vendere sistemi BESS “chiavi in mano”. Ma attenzione: la quota dei primi 10 fornitori (il famoso CR10) sta scendendo verso il 60%. Significa che c’è più concorrenza, che i piccoli stanno mangiando quote ai grandi e che la guerra dei prezzi si è ufficialmente spostata dai pannelli alle batterie.

Esempio di sistema di accumulo BESS utility-scale ad alta densità energetica da 5 MWh.

3. La sorpresa: il sorpasso dei mercati esteri

Questa è la vera svolta strategica che ho letto tra le righe. Dalla seconda metà del 2025, la domanda fuori dalla Cina ha superato quella interna. USA ed Europa sono diventati i campi di battaglia principali.

In Italia, tra aste del Capacity Market e nuovi progetti utility-scale, siamo finalmente entrati nella mappa dei grandi. Ma vendere in Europa non è come vendere altrove: qui non vince chi costa meno. Vince chi sa gestire la logistica, chi ha le certificazioni antincendio e chi risponde al telefono quando c’è un problema di comunicazione con Terna. La bancabilità del fornitore oggi conta quanto (e forse più) del prezzo al kWh.

4. Sotto il cofano: la corsa verso i 314Ah e oltre

Scavando nei dati tecnici del report, emerge il vero cambio di passo tecnologico. Lo standard delle celle sta cambiando sotto i nostri occhi. Le vecchie celle da 280Ah, che sono state il riferimento per anni, stanno sparendo per far posto a quelle da 314Ah e 320Ah.

Cosa cambia per chi progetta e installa? Tutto. Più densità significa che nello stesso container da 20 piedi oggi infili 5 MWh (o addirittura 6.25 MWh con le ultime soluzioni Hithium) dove prima ne mettevi 3.7.

  • Meno spazio occupato.
  • Meno costi di fondazioni e cablaggi.
  • Meno container da trasportare. I big come CATL e Hithium stanno dettando un ritmo che molti assemblatori faticheranno a seguire.

Il mio punto di vista: cosa succederà nel 2026

Inutile girarci intorno: questa classifica è solo l’inizio della “grande pulizia”. I player che oggi salgono sono gli unici che hanno le spalle abbastanza larghe per reggere la tempesta che inizierà tra poche settimane.

Ecco cosa ho nel mio radar per i prossimi mesi:

  • La bomba dell’IVA Cinese (1° Aprile 2026): Ne abbiamo già parlato, ma vale la pena ripeterlo. Con la fine dei rimborsi all’export (che per le batterie scenderanno dal 9% al 6% ad aprile, per poi sparire nel 2027), molti produttori “zombie” che campavano di sussidi governativi andranno gambe all’aria. Restano solo i giganti efficienti.
  • Il valore si sposta sul software (EMS): Non basta più la “scatola di ferro”. Il valore reale si sposta sull’intelligenza che gestisce i flussi. Chi controlla l’integrazione tra cella, inverter e software di trading (come Tesla con Autobidder o BYD con i suoi sistemi proprietari) detterà le regole del gioco.
Dettaglio di un sistema EMS (Energy Management System) per il monitoraggio e controllo delle batterie.

Sintesi estrema

Il mercato BESS è diventato un gigante. I volumi ci sono, la tecnologia corre verso densità impensabili fino a un anno fa, ma la selezione naturale sarà durissima.

Il mio consiglio? Non fatevi incantare dal prezzo “stracciato” di un fornitore che non compare in queste classifiche. Nel 2026 molti di quei nomi potrebbero non avere più i soldi per pagarvi l’assistenza in garanzia. Scegliere partner solidi ora è l’unico modo per non trovarsi con un fermacarte da 50 tonnellate in mezzo a un prato tra due anni.


Di seguito la notizia originale pubblicata da InfoLink, dove è possibile consultare l’intero articolo, i grafici completi e la classifica dettagliata dei fornitori BESS. Clicca qui per leggere la fonte integrale: INFOLINK


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