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Conto Termico 3.0 sospeso: cosa succede ora e quali sono le conseguenze per installatori, imprese e PA
Pubblicato il 20/03/2026
Il 3 marzo 2026 il GSE ha sospeso temporaneamente l’invio di nuove richieste sul PortalTermico 3.0. La decisione è arrivata dopo un afflusso eccezionale di domande — circa 1,3 miliardi di euro in poche settimane, un valore superiore del 44% alla dotazione annuale prevista dal DM 7 agosto 2025. La sospensione è stata definita “prudenziale” e serve a consentire le verifiche istruttorie sulle pratiche già trasmesse. Al momento non è stata comunicata una data di riapertura.
La dinamica è chiara: il Conto Termico 3.0 ha generato un interesse enorme, soprattutto da parte di piccoli comuni e PA, che hanno trovato nello strumento qualcosa di raro nel panorama degli incentivi italiani: un meccanismo semplice, veloce e molto generoso. Il risultato è stato un assalto al portale che ha superato ogni previsione.
L’improvviso stop del Conto Termico 3.0 getta nell’incertezza installatori, imprese e Pubbliche Amministrazioni.
L’effetto click-day e il fallimento della programmazione
Definire la sospensione come “prudenziale” è corretto, ma non basta a spiegare ciò che è accaduto. Il fenomeno è stato un click-day selvaggio, lo stesso schema distorsivo che ha penalizzato il Superbonus e che si ripresenta ogni volta che un incentivo a sportello non prevede un tetto mensile o una fase di prenotazione ordinata.
Chi ha progettato con cura, raccolto la documentazione e atteso il momento giusto si è ritrovato in coda dietro chi ha inviato pratiche massive per prenotare i fondi prima ancora di avere i cantieri pronti. Non è una bocciatura dello strumento, ma la dimostrazione che un meccanismo a sportello con incentivi molto generosi e procedure semplificate non può reggere senza un’architettura di accesso più controllata. Il problema non è la domanda, ma la progettazione del meccanismo.
Cosa accade alle domande già inviate
Le richieste trasmesse prima della sospensione restano valide. Il GSE ha confermato che seguiranno l’iter ordinario di istruttoria e non devono essere reinserite. Le pratiche non completate o non inviate non possono invece essere recuperate fino alla riapertura del portale. La sospensione riguarda esclusivamente l’invio di nuove domande, non la gestione di quelle già acquisite.
Il rischio istruttoria e perché può diventare un vantaggio per chi ha lavorato bene
Con 1,3 miliardi di euro sul tavolo e una dotazione di 900 milioni, il GSE sarà inevitabilmente rigoroso nelle verifiche. Molte pratiche inviate per “prenotare” i fondi senza documentazione solida verranno scartate. Per chi ha lavorato con metodo — documentazione completa, conformità tecnica, requisiti rispettati — questa è paradossalmente una buona notizia. Ogni pratica rigettata libera spazio per chi ha fatto le cose per bene.
La priorità ora è blindare i documenti tecnici originali, conservare ogni allegato e non reinviare nulla. Ogni reinvio potrebbe compromettere la posizione già acquisita in coda.
La situazione a marzo 2026
Perché si è arrivati allo stop
Il Conto Termico 3.0 ha ampliato la platea dei beneficiari e ha introdotto un livello di incentivo molto elevato, con coperture fino al 100% per PA e piccoli comuni e tempi di erogazione più rapidi rispetto alle detrazioni fiscali. L’interesse si è concentrato su pompe di calore ad alta efficienza, sistemi ibridi, solare termico, generatori a biomassa evoluti e interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici. La combinazione tra incentivo generoso e procedura semplificata ha prodotto un volume di richieste superiore a qualsiasi previsione ragionevole.
Impatto per installatori, imprese e PA
La sospensione ha un impatto immediato sulle pipeline commerciali. Gli installatori non possono più caricare nuove pratiche e devono rivedere le offerte che prevedevano il CT3.0 come elemento centrale. Le imprese che avevano programmato interventi con copertura CT3.0 devono valutare alternative o ricalibrare i tempi dei cantieri. Le PA che non sono riuscite a inviare le domande rischiano di dover attendere mesi, mentre quelle che hanno trasmesso le pratiche in tempo mantengono la priorità.
Per i privati, l’unica strategia possibile in questa fase è monitorare gli aggiornamenti del GSE e valutare strumenti alternativi come detrazioni fiscali, bandi regionali o integrazioni con CER.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Il GSE dovrà verificare la validità delle pratiche già inviate. Se una quota significativa dovesse risultare non ammissibile, si libererebbe spazio per una riapertura anticipata. Se invece la maggior parte delle domande verrà confermata, la riapertura potrebbe slittare verso la seconda metà del 2026 o addirittura al 2027. Non è esclusa una revisione del meccanismo, soprattutto sui tetti di spesa e sulla gestione delle richieste delle PA, per evitare che lo stesso scenario si ripeta alla riapertura.
Conclusione
La sospensione del Conto Termico 3.0 è uno degli eventi più rilevanti del 2026 per il settore dell’efficienza energetica. Il boom di richieste conferma l’interesse per uno strumento semplice e generoso, ma evidenzia anche la fragilità dei meccanismi a sportello quando la domanda supera la capacità finanziaria senza filtri di accesso adeguati. Per gli operatori la priorità è mettere in sicurezza le pratiche già inviate, riorganizzare le attività commerciali e prepararsi a una riapertura che potrebbe arrivare senza preavviso.
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Riferimenti istituzionali
GSE — PortalTermico 3.0
DM 7 agosto 2025 — Conto Termico 3.0