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L’Italia dei tetti vuoti: l’84% delle coperture è ancora senza fotovoltaico
Pubblicato il 21/09/2026
Due milioni e centonovantaduemila impianti fotovoltaici censiti in Italia a giugno 2026, un numero che cresce ogni mese — eppure, secondo il Barometro del Fotovoltaico 2026, l’84,07% degli edifici italiani non ospita ancora un singolo pannello. Non è un dato che racconta un mercato fermo: è la fotografia di un potenziale enorme e in larga parte inespresso, che non richiede nuovo consumo di suolo né nuove autorizzazioni su terreno vergine, perché la superficie già disponibile — i tetti — resta semplicemente inutilizzata.
La geografia di questo potenziale non è uniforme, e le classifiche provinciali raccontano tre Italie diverse. In cima alla lista dei tetti ancora liberi c’è Terni, con il 93,51% delle coperture senza impianto, seguita da Verbano-Cusio-Ossola (93,45%), Genova (93,28%), Reggio Calabria (92,63%) ed Enna (92,55%) — un mix che smentisce l’idea che il ritardo sia solo una questione di Nord contro Sud. Sul fronte opposto, Trento guida nettamente la classifica delle province virtuose con un tasso di sfruttamento dei tetti del 63,95%, un valore che doppia qualsiasi altra provincia italiana, seguita a distanza da Padova (31,07%), Pordenone (29,90%) e Gorizia, tra le province più installate del Paese.
Per chi lavora nel settore — EPC, installatori, imprese che vendono impianti C&I — questi numeri non sono solo statistica di scenario: sono una mappa della domanda ancora da intercettare. Un mercato con l’84% della superficie disponibile ancora vuota non è un mercato maturo che rallenta, ma un mercato che ha semplicemente più spazio di crescita di quanto la narrazione sulle “installazioni record” lasci intuire — a patto di saper leggere le differenze territoriali, invece di trattare l’Italia come un blocco unico.
Dove l’Italia ha ancora tetti da riempire (e dove no)
Domande frequenti
L’84% di tetti vuoti significa che il mercato è fermo
No: significa che il mercato è giovane, non saturo. La crescita potenziale è enorme.
Perché alcune province sono così indietro
Per motivi diversi: urbanistica, età del patrimonio edilizio, reddito medio, cultura energetica. Non c’è una sola causa.
Perché Trento è così avanti rispetto al resto d’Italia
Per politiche locali, reddito medio più alto, forte cultura energetica e un ecosistema di installatori molto strutturato.
Questo dato riguarda solo il residenziale
No: riguarda tutti gli edifici, inclusi capannoni, PMI e C&I — dove il potenziale è ancora più grande.
Cosa significa per EPC e installatori
Che la domanda non è affatto satura: è territoriale. Serve leggere le province, non l’Italia nel complesso.
Conviene concentrarsi sulle province vuote
Sì, ma con strategia: sono territori dove la domanda è alta, ma spesso anche la consapevolezza energetica è bassa. Serve educazione del cliente.
Approfondimenti di AssoSolare
Per il quadro generale sulla crescita del mercato italiano, la nostra analisi sui dati Terna e la crescita del fotovoltaico industriale nel 2026 completa la lettura di questi numeri con la prospettiva della potenza installata, mentre la nostra guida ai prezzi reali di un impianto fotovoltaico aiuta chi si affaccia oggi al mercato nelle province ancora scoperte.
Riferimenti istituzionali
I dati sul censimento degli impianti fotovoltaici italiani sono elaborati sulla base delle rilevazioni ufficiali del GSE, mentre l’analisi territoriale citata in questo articolo è tratta da un’indagine di mercato pubblicata a settembre 2026.