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Il fotovoltaico italiano cambia volto: cresce l’industriale, frena il residenziale
Pubblicato il 28/07/2026
Il mercato fotovoltaico italiano ha attraversato nel primo semestre 2026 un cambio di baricentro che i dati Terna, elaborati da Italia Solare e aggiornati al 30 giugno, rendono ormai innegabile. Il parco impianti nazionale ha raggiunto 2.255.654 installazioni per una potenza complessiva di 46.606 MW, con 3.093 MW di nuova capacità connessa nei primi sei mesi dell’anno attraverso 89.173 nuovi impianti. Ma il dato che conta davvero per chi lavora nel comparto C&I non è la crescita in sé, è la sua composizione: mentre C&I e utility scale continuano a correre, il residenziale rallenta in modo netto, con l’incremento di potenza sceso da 725 a 556 MW rispetto allo stesso periodo del 2025 — una contrazione del 23%.
Non è un dettaglio statistico, è un segnale strutturale. Gli incentivi per le famiglie restano in vigore (il Bonus Casa 50% non ha subito tagli nella Legge di Bilancio 2026), eppure il residenziale rallenta lo stesso, complice una domanda già satura dopo gli anni del Superbonus e una maggiore prudenza delle famiglie di fronte a bollette e tassi. Sul fronte opposto, il segmento industriale beneficia di un allineamento che nel residenziale non esiste: Iperammortamento, PNRR per le CER, Energy Release e Parco Agrisolare stanno costruendo, tutti insieme, un ecosistema di convenienza fiscale che il singolo proprietario di villetta non ha mai avuto a disposizione nella stessa misura.
Il dato di produzione conferma la stessa direzione: a giugno il fotovoltaico ha generato 6,5 TWh di energia, il 15,7% in più rispetto allo stesso mese del 2025, un incremento trainato più dalla nuova capacità in esercizio (+954 GWh) che dall’irraggiamento, che anzi è stato leggermente inferiore. Per gli EPC e le imprese che lavorano su impianti C&I, questi numeri non sono solo un bollettino di fine semestre: sono la conferma che il mercato su cui stanno investendo tempo e risorse — permitting, dimensionamento, accesso agli incentivi — è quello che sta davvero trainando la crescita nazionale, mentre il segmento su cui molti operatori si erano storicamente concentrati sta perdendo terreno.
Il nuovo baricentro del mercato: cosa sta succedendo davvero
Il rallentamento del residenziale non è un fenomeno ciclico, ma la conseguenza di fattori che si stanno consolidando: la saturazione post-Superbonus, dopo che milioni di famiglie hanno già installato un impianto tra il 2021 e il 2024 restringendo il mercato potenziale; l’incertezza economica delle famiglie, con tassi ancora elevati e bollette meno aggressive rispetto al 2022 che riducono la propensione all’investimento; e l’assenza di un incentivo “forte” — il Bonus Casa 50% è utile, ma non genera le stesse accelerazioni di un fondo perduto o di una maxideduzione fiscale.
Sul fronte opposto, C&I e utility scale vivono entrambi una fase di espansione del 22% rispetto al primo semestre 2025, sostenuta da un allineamento di incentivi che il residenziale non ha: l’Iperammortamento offre un vantaggio fiscale diretto e immediato, il PNRR per le CER mette a disposizione contributi a fondo perduto per impianti collettivi, l’Energy Release garantisce energia a prezzo calmierato per le imprese energivore e il Parco Agrisolare copre fino all’80% per le aziende agricole. A questo si somma un costo dei moduli che, pur in risalita rispetto ai minimi toccati nell’agosto 2025, resta storicamente basso e mantiene il CAPEX contenuto. Il risultato è un mercato che si sta spostando verso chi può investire con logiche industriali, non domestiche.
Dove cresce e dove rallenta il fotovoltaico italiano (H1 2026)
Perché questo cambio di baricentro è decisivo per gli operatori C&I
Per gli EPC, gli integratori e le imprese che lavorano nel segmento industriale, questo spostamento è una conferma strategica: il mercato che cresce è quello che richiede competenze tecniche, progettazione avanzata, gestione del permitting e capacità di integrare storage e CER. È un mercato meno affollato, meno esposto alla guerra di prezzo e più vicino alle logiche di investimento delle imprese. Il residenziale continuerà a esistere, ma il C&I e l’utility scale sono ormai i due motori della crescita nazionale.
Domande frequenti
Il rallentamento del residenziale è temporaneo
I dati mostrano un trend strutturale: la saturazione post-Superbonus e l’assenza di un incentivo forte quanto quelli disponibili per il C&I non sembrano destinate a cambiare nel breve periodo.
Il segmento industriale può mantenere questo ritmo di crescita
Gli incentivi 2026-2027 sono già finanziati e il costo dei moduli, pur in risalita, resta storicamente contenuto. Il limite non è tanto la domanda quanto la capacità di gestione del permitting.
Il calo dell’irraggiamento ha frenato la produzione a giugno
No. A giugno 2026 la produzione è cresciuta del 15,7% nonostante un irraggiamento leggermente inferiore: la nuova capacità installata ha ampiamente compensato.
Anche l’utility scale sta rallentando come il residenziale
Al contrario. L’utility scale è cresciuto del 22% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, allo stesso ritmo del C&I — è uno dei due segmenti che stanno trainando il mercato, non uno di quelli in difficoltà.
Le CER possono diventare un driver anche per il C&I
Sì. Il PNRR sta spingendo le comunità energetiche industriali e miste, con contributi a fondo perduto che riducono in modo sensibile il CAPEX iniziale.
Approfondimenti di AssoSolare
Per un confronto con l’anno precedente, i dati GSE sul fotovoltaico installato in Italia nel 2025 offrono il punto di partenza di questo trend, mentre la nostra guida fotovoltaico 2026 raccoglie in un unico posto gli incentivi che stanno sostenendo la crescita del comparto C&I descritta in questo articolo.
Riferimenti istituzionali
I dati citati in questo articolo derivano dalle elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna aggiornati al 30 giugno 2026, riprese e commentate da Ansa e da pv magazine Italia, quest’ultima con il dettaglio completo della segmentazione per classe di potenza.