Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Agrisolare 2026: come funziona davvero la graduatoria. I criteri che decidono chi viene finanziato per primo
Pubblicato il 22/07/2026
Da quando le prime PEC del GSE hanno segnalato l’avvio dell’istruttoria, la domanda che sta dominando le ricerche di imprese agricole ed EPC è un’altra: come funziona davvero la selezione? La graduatoria Agrisolare 2026 non è a sportello — non conta l’ordine cronologico di invio della domanda — ma è comparativa: a determinare la posizione sono criteri di priorità fissati dal Decreto MASAF del 17 dicembre 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2026) e ripresi dalle edizioni precedenti della misura.
Il primo criterio riguarda la storia dell’azienda con il bando: hanno priorità i progetti non ammessi a finanziamento nelle edizioni Parco Agrisolare 2022, 2023 e 2024, oppure quelli per cui sia stata formalizzata una rinuncia. È una clausola già rodata nei bandi precedenti, pensata per non penalizzare chi era rimasto fuori per esaurimento fondi più che per demerito del progetto. Il secondo criterio è territoriale: il 40% delle risorse è riservato alle regioni del Mezzogiorno — Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia — una riserva che nelle edizioni passate si è esaurita in poche settimane e che continua a spostare in avanti i progetti presentati in quelle regioni.
Il terzo criterio premia i soggetti iscritti alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, un requisito di premialità già applicato nelle edizioni precedenti. Il quarto è tecnico più che di graduatoria in senso stretto, ma incide comunque sulla posizione reale: i moduli devono essere iscritti al registro ENEA in Categoria B o C per rendere la domanda istruttoriabile. Chi presenta moduli non conformi rischia l’esclusione indipendentemente dagli altri criteri, mentre chi si è già mosso sull’approvvigionamento — penando anche il nodo della capacità produttiva di 3Sun di cui abbiamo parlato ieri — parte con la domanda già in regola su questo fronte.
Per gli EPC che seguono più aziende agricole in parallelo, questo significa una cosa concreta: la posizione in graduatoria non si stima guardando la data di invio della domanda, ma incrociando questi quattro criteri. Due domande inviate lo stesso giorno possono avere esiti opposti se una rientra nella riserva Mezzogiorno o nella Rete di Qualità e l’altra no. Vale la pena, ricontrollare la propria posizione rispetto a questi requisiti proprio ora che l’istruttoria è nella fase attiva, prima che arrivino le graduatorie provvisorie.
I criteri di priorità della graduatoria Agrisolare 2026
Cosa succede se cambi moduli o batteria dopo aver presentato la domanda
Il progetto presentato è vincolante, e questo vale sia per i moduli fotovoltaici sia per l’eventuale sistema di accumulo inserito in domanda. Il Regolamento Operativo fissa un solo vincolo esplicito sulle percentuali, e riguarda il dimensionamento iniziale, non le modifiche successive: la potenza di picco dell’impianto deve garantire una produzione annua paragonabile al consumo elettrico dell’azienda entro una soglia del 5%. È un requisito di progetto, verificato prima dell’istruttoria — non una regola che classifica le variazioni post-domanda in fasce con conseguenze automatiche, perché quella distinzione non esiste nella normativa.
Sul fronte tecnico, il punto fermo è la categoria ENEA dei moduli. Restare all’interno delle categorie B o C non compromette l’ammissibilità, anche passando dall’una all’altra, perché sono entrambe conformi ai requisiti del bando. Il rischio reale è uno solo: passare a moduli non iscritti al registro ENEA, che comporta la decadenza della domanda. Per la batteria, se presente nel progetto, vale una distinzione importante rispetto ad altri dossier normativi: l’Agrisolare non impone alcun vincolo di origine sui sistemi di accumulo — il vincolo Made in EU/SEE riguarda solo i moduli fotovoltaici, mentre il tema dell’origine extra-UE per le batterie appartiene ad altri dossier normativi (cybersicurezza e finanziamenti UE), non a questo bando.
In termini pratici, qualunque modifica sostanziale a moduli o batteria può portare il GSE a chiedere chiarimenti, un aggiornamento dei preventivi o una nuova relazione energetica per verificare la coerenza con il fabbisogno dichiarato in domanda — ma senza soglie percentuali ufficiali che stabiliscano automaticamente quando scatta l’una o l’altra richiesta. Per EPC e imprese agricole la prudenza operativa resta la stessa: prima di accettare una modifica richiesta dal cliente, verificare che resti coerente con il fabbisogno energetico dichiarato, con la categoria ENEA dei moduli e con i preventivi già caricati nella pratica.
Domande frequenti
La graduatoria Agrisolare 2026 è a sportello
No. Non conta l’ordine cronologico di invio della domanda. La selezione è comparativa, basata su criteri di priorità.
Chi ha priorità per storia con il bando
I progetti non ammessi a finanziamento nelle edizioni Parco Agrisolare 2022, 2023 e 2024, o quelli con rinuncia formalizzata.
Cosa prevede la riserva Mezzogiorno
Il 40% delle risorse complessive è riservato a otto regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Cosa significa l’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità
È un requisito di premialità già applicato nelle edizioni precedenti, che assegna priorità ai soggetti iscritti.
I moduli ENEA Categoria B/C sono un criterio di graduatoria
Non in senso stretto, ma di fatto lo sono: senza questa conformità la domanda non è istruttoriabile e rischia l’esclusione.
Due domande inviate lo stesso giorno hanno lo stesso esito
No. Possono avere esiti opposti se una rientra nella riserva Mezzogiorno o nella Rete di Qualità e l’altra no.
Quando arrivano le graduatorie
Dopo la chiusura dell’istruttoria, prima in forma provvisoria e poi definitiva.
Approfondimenti di AssoSolare
Questo articolo prosegue l’aggiornamento sul bando iniziato con il nostro pezzo sull’avvio dell’istruttoria e il nodo della capacità produttiva di 3Sun, mentre per i requisiti tecnici sui moduli richiamati tra i criteri di priorità rimandiamo alla nostra guida sulle categorie ENEA e i massimali degli incentivi fotovoltaici.
Riferimenti istituzionali
I criteri di priorità descritti in questo articolo sono fissati dal Decreto MASAF del 17 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2026, e dettagliati nell’Avviso pubblico e nel Regolamento Operativo della misura Facility Parco Agrisolare attuata dal GSE.