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Bandi regionali fotovoltaico: la corsa di settembre 2026
Pubblicato il 22/08/2026
Dopo la pausa estiva, il calendario degli incentivi regionali per il fotovoltaico torna ad allungarsi, e settembre 2026 concentra insieme l’apertura o la scadenza di quattro misure che coprono buona parte del territorio nazionale. Per le imprese che stanno pianificando un impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo nei prossimi mesi, conoscere questi bandi prima che si chiudano — o prima che si esauriscano i fondi, come già successo in edizioni passate di misure analoghe — può fare la differenza tra un investimento cofinanziato e uno a costo pieno.
In Umbria lo sportello del Bando PR FESR “Fondo Fonti Rinnovabili 2026” è aperto dalle 12:00 del 4 settembre fino alle 12:00 del 31 dicembre, con una dotazione di 17 milioni di euro destinata a nuovi impianti fotovoltaici, impianti abbinati a sistemi di accumulo e all’installazione di accumulo su impianti fotovoltaici già esistenti. La misura non eroga un contributo a fondo perduto ma un finanziamento agevolato all’1%, della durata di 84 mesi complessivi — 12 di preammortamento e 72 di ammortamento — con rate semestrali costanti. La spesa minima ammissibile è 25.000 euro, il che la rende una misura pensata per investimenti di scala medio-alta, non per il piccolo residenziale.
In Emilia-Romagna lo sportello apre il 30 settembre, con un contributo a fondo perduto fino al 40% delle spese ammissibili e un tetto massimo di 100.000 € per progetto — un meccanismo più tradizionale rispetto al finanziamento agevolato umbro, adatto a PMI che vogliono abbattere subito il CAPEX.
Il Friuli-Venezia Giulia ha invece fissato la scadenza al 30 settembre, con un’intensità di aiuto che varia in base alla dimensione d’impresa: 50% per micro e piccole imprese, 40% per le medie, 30% per le grandi. La misura è aperta anche al manifatturiero, al terziario e alle costruzioni, e ammette impianti su parcheggi o — a determinate condizioni — anche a terra.
Il Piemonte chiude il quadro con la finestra più ampia, aperta fino al 27 novembre, e con l’intensità di aiuto potenzialmente più generosa tra le quattro: le agevolazioni possono coprire fino al 100% dell’investimento in alcune configurazioni. Per chi opera a livello nazionale o ha sedi in più regioni, il messaggio operativo è chiaro: la convenienza di installare oggi un impianto fotovoltaico dipende sempre più da dove si trova fisicamente l’immobile, non solo dagli incentivi nazionali già ampiamente raccontati — vale la pena verificare caso per caso quale bando regionale si sovrappone alla propria sede prima di fissare i tempi del progetto.
I bandi regionali FV di settembre 2026 a colpo d’occhio
Domande frequenti
Qual è il bando più generoso
Il Piemonte: in alcune configurazioni può coprire fino al 100% dell’investimento.
Qual è il più adatto a chi vuole abbattere subito il CAPEX
L’Emilia-Romagna: fondo perduto fino al 40%.
Qual è il più adatto a investimenti medio-grandi
L’Umbria: finanziamento agevolato all’1% con spesa minima di 25.000 €.
Qual è il più trasversale per settori
Il Friuli-Venezia Giulia: aperto a manifatturiero, terziario, costruzioni, anche impianti su parcheggi.
Questi bandi sono cumulabili con gli incentivi nazionali
Dipende dalla misura: molti sono cumulabili con Bonus Casa 50% o con crediti d’imposta, ma va sempre verificato caso per caso sul bando specifico.
Perché è importante la sede fisica dell’immobile
Perché i bandi regionali cambiano radicalmente la convenienza: stesso impianto, due regioni diverse, due payback diversi.
Cosa rischio se aspetto troppo
Che i fondi si esauriscano: è già successo in edizioni precedenti di misure analoghe.
Approfondimenti di AssoSolare
Per il quadro completo sugli incentivi nazionali con cui questi bandi regionali possono combinarsi, la nostra guida operativa a CER, imprese e investitori ripercorre le misure nazionali disponibili, mentre l’analisi sui prezzi reali di un impianto fotovoltaico aiuta a stimare quanto ciascun bando può effettivamente coprire.
Riferimenti istituzionali
I bandi regionali citati in questo articolo sono pubblicati dai rispettivi enti gestori: la Regione Umbria per il Fondo Fonti Rinnovabili, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Regione Piemonte per le rispettive misure a fondo perduto. Si raccomanda di consultare i bandi ufficiali pubblicati sui portali regionali prima di presentare domanda, per verificare requisiti di ammissibilità e documentazione richiesta aggiornati.