Iperammortamento 2026: Addio all’obbligo Made in EU per il Fotovoltaico

Pubblicato il 5 Febbraio 2026

Arrivano importanti conferme dal fronte governativo per le imprese impegnate nella transizione energetica. Nel corso dell’edizione odierna di Telefisco 2026, il forum annuale del Sole 24 Ore, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato una svolta decisiva: l’intenzione del Governo di eliminare i vincoli territoriali previsti per il nuovo iperammortamento.

Iperammortamento fotovoltaico 2026 180 per cento

La svolta: neutralità tecnologica per il rilancio degli investimenti

La formulazione iniziale della Legge di Bilancio 2026 subordinava l’accesso alla maxi‑deduzione fiscale — con aliquote fino al 180% — all’utilizzo esclusivo di componenti hardware prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Intervenendo a Telefisco, il viceministro Leo ha chiarito il cambio di rotta:

“Indipendentemente da dove viene effettuato l’investimento, quell’investimento è premiato e può fruire dell’iperammortamento.”

Una posizione che apre nuovamente il mercato alle tecnologie più efficienti e competitive disponibili a livello globale, senza penalizzazioni legate alla provenienza dei componenti.

Le aliquote dell’Iperammortamento 2026–2028

Restano confermate le percentuali della maxi‑deduzione per il triennio, ora accessibili con maggiore libertà di approvvigionamento:

  • +180% per investimenti fino a 2,5 milioni €
  • +100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni €
  • +50% per la quota tra 10 e 20 milioni €

Approfondimento – Impatti operativi per EPC e Distributori

L’eliminazione del vincolo “Made in EU” produce effetti immediati lungo tutta la filiera del fotovoltaico. Di seguito una sintesi degli impatti principali.

Per gli EPC (Engineering, Procurement & Construction)

  • Flessibilità progettuale: Possibilità di selezionare moduli e componenti sulla base di criteri tecnici (efficienza, garanzie, compatibilità BOS) senza vincoli geografici.
  • Ottimizzazione dei costi: L’accesso al mercato globale riduce i costi di progetto, in particolare per impianti industriali e agro‑fotovoltaici di grande taglia.
  • Tempi certi: Diminuisce il rischio di colli di bottiglia dovuti alla disponibilità limitata di moduli europei, con maggiore prevedibilità nelle consegne.
  • Evoluzione tecnologica: Libertà di adottare soluzioni TOPCon, HJT, bifacciali o moduli ad alta potenza senza restrizioni normative.

Per i Distributori

  • Portafoglio prodotti ampliato: Possibilità di rispondere meglio alle esigenze di prezzo e performance dei clienti grazie all’inclusione di moduli extra‑UE.
  • Stabilità delle forniture: Minore dipendenza da pochi produttori europei e riduzione del rischio di shortage o tensioni sui listini.
  • Competitività commerciale: Offerta più diversificata che garantisce margini sostenibili e continuità operativa agli installatori.
  • Allineamento agli standard globali: La filiera italiana torna a operare in un contesto coerente con le dinamiche internazionali, evitando distorsioni di mercato.

Nota istituzionale e prossimi passi

Dobbiamo tuttavia attendere il testo definitivo del decreto legislativo che modificherà la norma attuale. Le parole del viceministro Leo rappresentano una promessa politica ufficiale, espressa davanti a migliaia di professionisti durante Telefisco, e indicano chiaramente la direzione del Governo.

La certezza giuridica arriverà solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Assosolare continuerà a monitorare l’iter legislativo per informare tempestivamente gli operatori non appena la modifica sarà formalizzata.

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L’iperammortamento legato alla Transizione 5.0 è solo uno dei pilastri della nuova normativa. Per una visione d’insieme su tutti gli incentivi, i requisiti tecnici e le novità tecnologiche, consulta la nostra Guida completa al Fotovoltaico 2026.

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