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Il nuovo record solare europeo e il rischio di un captured‑price in caduta: perché il 2027 è l’anno spartiacque per chi progetta impianti C&I
Pubblicato il 03/08/2026
Nel secondo trimestre 2026 l’Europa ha toccato un nuovo record di produzione fotovoltaica: 129 TWh di elettricità solare, quasi il 20% in più rispetto a qualsiasi secondo trimestre precedente. È un dato che sta ridisegnando le dinamiche del mercato elettrico continentale, e l’Italia non fa eccezione — anzi, la fotografia scattata da Italia Solare sui dati del trimestre mostra un fenomeno che riguarda direttamente chi lavora su impianti C&I e utility scale: la moltiplicazione delle ore a prezzo zero o quasi nullo nelle fasce centrali della giornata, proprio quelle di massima producibilità.
I numeri per zona raccontano una geografia molto precisa del fenomeno. Nel Q2 2026 Sud, Calabria e Sicilia hanno totalizzato 106 ore a prezzo zonale pari a zero — il 4,9% dell’intero trimestre — seguite dalla Sardegna con 74 ore (3,4%). Allargando lo sguardo alla soglia dei 20 €/MWh, le ore salgono a 215 per Sud-Calabria-Sicilia (il 10% del trimestre) e a 192 in Sardegna, contro le appena 13-94 ore registrate al Nord e Centro-Nord, dove il fenomeno resta marginale. Maggio è stato il mese di picco, con 83 ore a prezzo zero al Sud e nelle Isole; il 12 maggio ha segnato il record assoluto, con 9 ore consecutive di prezzo azzerato tra le 10 e le 18. Gli spread zonali mensili si sono avvicinati ai minimi storici proprio in quel mese, con Sardegna a -8,57 €/MWh e Sicilia a -7,72 €/MWh rispetto al PUN Index.
Per chi progetta impianti C&I, il dato più rilevante non è la singola ora record, ma la traiettoria: Italia Solare ha segnalato nel suo rapporto trimestrale il rischio di un collasso del Solar Captured-Price — il valore medio effettivamente catturato dall’energia solare venduta in rete — già a partire dal 2027. È l’altra faccia della crescita impetuosa del fotovoltaico italiano raccontata nei dati Terna di fine giugno: più capacità installata nelle stesse ore di irraggiamento significa, meccanicamente, meno valore per ogni MWh venduto senza uno strumento per spostarlo nel tempo. Per gli EPC e le imprese che dimensionano oggi un impianto industriale, la domanda non è più se prevedere uno storage o un contratto PPA strutturato, ma quanto in fretta il calo del captured price renda quella scelta obbligata piuttosto che opzionale.
La nuova geografia del prezzo zero
Il secondo trimestre 2026 ha mostrato che il fenomeno non è più episodico ma sistemico. Le ore a prezzo nullo si concentrano nelle zone dove la crescita del fotovoltaico è stata più rapida e dove la rete ha meno capacità di assorbimento. Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna sono diventate le aree in cui il fotovoltaico produce più di quanto la domanda locale e la capacità di esportazione verso le altre zone riescano ad assorbire. Il risultato è un abbassamento del valore dell’energia proprio nelle ore in cui gli impianti C&I producono la maggior parte del loro output.
Il Nord e il Centro-Nord restano relativamente protetti, ma non immuni. La crescita della capacità fotovoltaica prevista per il 2027-2028, unita all’arrivo di nuovi impianti utility scale già autorizzati, renderà il fenomeno più omogeneo. Il captured-price tenderà a convergere verso il basso, con differenze zonali meno marcate ma con un impatto più ampio sul mercato nazionale.
Ore a prezzo zero e sotto 20 €/MWh nel Q2 2026
Perché il captured-price rischia il collasso nel 2027
Il captured-price è la metrica che separa la redditività teorica dalla redditività reale. Non misura il PUN, ma il valore medio dell’energia effettivamente venduta dagli impianti fotovoltaici nelle ore in cui producono. Se quelle ore diventano sempre più spesso ore a prezzo zero o quasi nullo, il captured-price scende anche in un mercato dove il PUN medio resta stabile.
Italia Solare ha evidenziato che la crescita della capacità fotovoltaica prevista per il 2027 — spinta da CER, agrisolare, C&I e utility scale — avverrà senza un corrispondente aumento della domanda nelle ore centrali. Senza storage o contratti PPA strutturati, l’energia solare continuerà a concentrarsi nelle stesse fasce orarie, comprimendo ulteriormente il valore medio catturato.
Per gli EPC, questo significa che il dimensionamento degli impianti non può più essere basato solo sulla producibilità. La redditività dipende dalla capacità di spostare l’energia nel tempo, non solo di produrla.
Domande frequenti
Il prezzo zero è destinato a diventare la norma
Nelle zone Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna il fenomeno è già sistemico. Nel 2027 si estenderà gradualmente anche al Centro-Nord.
Il captured-price può scendere sotto i 40 €/MWh
Sì. Italia Solare segnala che senza storage o PPA strutturati il valore medio catturato potrebbe avvicinarsi ai minimi storici già nel 2027.
Gli impianti C&I rischiano di diventare meno redditizi
Solo se progettati senza accumulo o senza contratti di vendita dell’energia che evitino l’esposizione alle ore a prezzo zero.
Lo storage è ormai indispensabile per gli impianti industriali
Per gli impianti industriali di nuova generazione, sì: è la condizione principale per mantenere la redditività di fronte a un captured-price in calo.
I PPA possono proteggere dal captured-price
Sì. I PPA strutturati permettono di valorizzare l’energia anche nelle ore a prezzo nullo, stabilizzando i ricavi e riducendo l’esposizione alla volatilità zonale.
Approfondimenti di AssoSolare
Per capire come proteggere la redditività di un impianto C&I da questo scenario, la nostra guida al dimensionamento dello storage per le PMI analizza il calcolo di ROI in presenza di captured-price in calo, mentre l’approfondimento sui contratti PPA e la bancabilità per le imprese entra nel merito degli strumenti contrattuali citati in questo articolo. Sul quadro generale del mercato, i dati Terna sulla crescita del fotovoltaico industriale nel 2026 completano la lettura del fenomeno.
Riferimenti istituzionali
I dati sulle ore a prezzo zero e sui captured-price citati in questo articolo derivano dal report trimestrale di Italia Solare sul secondo trimestre 2026, ripreso e commentato da pv magazine Italia e da SolareB2B. Il dato europeo sul record di produzione fotovoltaica nel Q2 2026 è pubblicato da pv magazine Global, mentre i prezzi zonali orari sono elaborati sui dati ufficiali del GME – Gestore dei Mercati Energetici.