CER 2026: cosa cambia davvero con il decreto di concessione e perché il mercato si sta sbloccando

Pubblicato il 02/03/2026

Il tormentone sulle scadenze delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) ha tenuto con il fiato sospeso centinaia di imprese e amministrazioni locali per mesi. La paura di non riuscire a completare i lavori entro l’estate 2026 ha frenato molti investimenti, ma le ultime indicazioni emerse dagli incontri istituzionali tra Ministero dell’Ambiente (MASE) e GSE cambiano radicalmente il quadro. Il traguardo si sposta: non conta più solo quando finisci i lavori, ma quando firmi le carte.

Mano che firma il decreto di concessione con timbro rosso e countdown 30/06/2026, sullo sfondo pannelli fotovoltaici

Il decreto di concessione è la chiave per accedere al contributo CER: la scadenza del 30 giugno 2026 decide chi entra davvero nel PNRR.

Il chiarimento che sblocca i cantieri

Per mesi, migliaia di progetti CER erano rimasti sospesi in attesa di capire se la scadenza del 30 giugno 2026 fosse un muro invalicabile. La risposta è arrivata: ai fini del rispetto delle milestone PNRR, la stipula dell’accordo di concessione è il vero spartiacque.

Questo dettaglio, apparentemente burocratico, è nella pratica l’interruttore che sblocca contratti e investimenti rimasti congelati. Sapere che il diritto al contributo a fondo perduto del 40% si consolida con la firma del decreto di concessione (entro il 30/06/2026) e che da quel momento decorrono 24 mesi per completare l’allaccio, elimina la logica della “corsa contro il tempo”.

È un cambio di paradigma che allinea la misura alle logiche dei fondi europei: milestone amministrativa → poi realizzazione.

Sintesi del nuovo cronoprogramma CER 2026

Obiettivo / MilestoneVecchia Regola (Incertezza)Nuova Regola (Decreto 2026)Impatto Finanziario
Ammissibilità PNRRFine lavori entro 30/06/2026Firma dell’Atto di Concessione entro il 30/06/2026Accesso al 40% fondo perduto
Termine Realizzazione30/06/2026 (Muro invalicabile)+ 24 mesi dalla firma dell’attoCertezza operativa del cantiere
Anticipo Contributo10% della quota spettanteElevato al 30%Maggiore liquidità per le imprese
Platea ComuniSolo piccoli borghiFino a 50.000 abitantiCopertura del 70% del territorio

Ma lo sblocco non è solo temporale, è soprattutto finanziario. Due dati cambiano oggi le regole d’ingaggio per i board aziendali: l’anticipo del contributo PNRR che sale dal 10% al 30% e l’estensione del fondo perduto ai comuni fino a 50.000 abitanti. Questa platea copre ormai il 70% del territorio nazionale, trasformando le CER da esperimento per borghi a realtà industriale di massa.


I numeri della corsa alle risorse

I dati ufficiali presentati dal GSE mostrano una pressione enorme sul sistema. Al 30 novembre 2025 risultano:

  • 48.750 richieste di contributo in conto capitale
  • 3,3 GW di potenza complessiva
  • una dotazione finanziaria pari a 2,2 miliardi di euro (dato confermato dal DM 127/2025)

Dal PDF GSE emerge chiaramente:

“48.750 richieste di accesso al contributo in conto capitale pervenute al GSE al 30 novembre 2025”

La gestione operativa procede per tranche:

  • 795,5 milioni di euro già impegnati per coprire le prime 30.000 domande valutate positivamente
  • entro 31 marzo 2026 il GSE prevede di completare i riscontri su questo primo blocco
  • dal 4 febbraio 2026 è attivo il portale per la richiesta di erogazione per chi ha già impianto in esercizio e configurazione qualificata

Il dato dei 795,5 milioni non sostituisce i 2,2 miliardi: rappresenta la quota già destinata alle prime istanze, come previsto dalla rimodulazione ECOFIN.

Facility PNRR: la transizione verso un sistema più snello (e più rigoroso)

Il DL PNRR 2026 introduce il cosiddetto meccanismo facility, che non è una semplice semplificazione, ma un cambio di governance:

  • il GSE diventa soggetto attuatore pieno
  • gestisce ammissioni, controlli, erogazioni
  • aggiorna le Regole Operative
  • supera il vincolo del 30 giugno come “fine lavori”
  • introduce criteri di rendicontazione più vicini ai fondi europei diretti

Per i Comuni sotto i 50.000 abitanti — platea ampliata dal DM 127/2025 — significa due cose:

  1. più rigore sulla tracciabilità delle spese
  2. più certezza una volta ottenuto il decreto di concessione

Il messaggio è chiaro: chi firma entro giugno è dentro, chi non firma rischia di restare fuori dal primo ciclo di finanziamento.

Cosa sapere prima di decidere

Il quadro è più chiaro, ma richiede metodo. Chi sta preparando una CER o sta ultimando gli impianti deve tenere a mente tre pilastri.

1. La firma entro giugno è la priorità assoluta

La stipula dell’accordo di concessione entro il 30/06/2026 è l’atto che “salva” il fondo perduto. Non è più la fine lavori a determinare l’ammissibilità.

2. Impianto in esercizio per l’erogazione del contributo

Il decreto blinda il diritto, ma per l’erogazione materiale del contributo:

  • l’impianto deve essere in esercizio
  • la configurazione deve essere qualificata sul portale GSE

3. Documentazione impeccabile

Con il nuovo sistema, il GSE controllerà:

  • riferibilità delle spese
  • tracciabilità
  • completezza amministrativa

È un approccio “europeo”: niente scorciatoie, niente approssimazioni.

Domande Frequenti (FAQ)

Cosa succede se il mio impianto non è pronto entro giugno 2026?

Se hai stipulato l’accordo di concessione entro il 30 giugno, il contributo è salvo. Hai poi 24 mesi per completare lavori e allaccio.

Oltre il fotovoltaico: il ruolo strategico dei BESS nelle CER

Un errore comune che stiamo vedendo nel 2026 è progettare le Comunità Energetiche come semplici aggregazioni di impianti fotovoltaici. La vera partita, però, si gioca sulla capacità di gestione dell’energia. L’integrazione di sistemi di accumulo (BESS – Battery Energy Storage Systems) non è più un optional, ma il cuore pulsante di una CER che voglia definirsi efficiente.

Lo storage permette di svincolare la condivisione dell’energia dalla sola produzione istantanea, “spostando” i carichi verso le ore serali o i picchi di consumo dei membri della comunità. Questo si traduce in un aumento diretto della tariffa premio erogata dal GSE e in una maggiore stabilità della rete locale.

Il punto di vista di Assosolare: un cambio di paradigma necessario

A nostro avviso, questo chiarimento non è solo una boccata d’ossigeno, ma la prova che il sistema sta finalmente maturando. Per troppo tempo la Transizione Energetica in Italia è stata ostaggio di una logica “punitiva”: scadenze impossibili e burocrazia che ignorava i tempi reali dei cantieri e delle connessioni alla rete.

Spostare il focus dalla “fine lavori” alla “milestone amministrativa” significa riconoscere che una CER è un progetto complesso, che non si esaurisce nel montaggio di un pannello ma vive di relazioni, autorizzazioni e accordi di lungo periodo. Tuttavia, non bisogna farsi ingannare dalla calma: se è vero che il muro del 30 giugno si è abbassato, la soglia per entrarci è diventata più alta.

Il mercato si sta dividendo in due: da un lato chi ha dati e progetti solidi, dall’altro chi ha inseguito il contributo facile. La gestione “facility” del PNRR premierà solo i primi. La nostra opinione è chiara: non usate questo tempo extra per rallentare, ma per blindare la qualità della vostra rendicontazione. Il GSE non farà sconti sulla tracciabilità dei fondi europei.

Il decreto di concessione basta per chiedere i soldi?

Il decreto garantisce il diritto al fondo perduto. Per l’erogazione effettiva del 40%:

  • l’impianto deve essere operativo
  • la CER deve essere qualificata

Come faccio a sapere se rientro nei 2,2 miliardi disponibili?

Il GSE sta procedendo in ordine cronologico. Entro il 31 marzo 2026 sarà chiaro l’esito delle prime 30.000 domande. C’è ancora spazio per nuovi progetti, ma la qualità della documentazione sarà il fattore decisivo.


Risorse utili e approfondimenti

Documentazione Ufficiale GSE:

  • Download PDF, CACER, bilancio e prospettive alla luce della revisione del PNRR: Il documento ufficiale (febbraio 2026) con i dati nazionali e le nuove roadmap.
  • Area Clienti GSE: Il portale ufficiale per la presentazione delle istanze e il monitoraggio dei decreti di concessione.

Guide e Analisi di Assosolare:

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