Il paradosso del mercato fotovoltaico: moduli asiatici vs Iperammortamento 2026

Pubblicato il 27/07/2026

Sul mercato reale la situazione resta paradossale: i moduli fotovoltaici cinesi continuano ad aggirarsi su livelli storicamente bassi — intorno agli 0,09-0,12 €/Wp a seconda della tecnologia TOPCon o HJT — con magazzini europei pieni e disponibilità immediata. Ma è un minimo che sta già voltando pagina: dopo aver toccato il fondo nell’agosto 2025, i prezzi di importazione sono entrati in una fase di risalita, con stime di settore che parlano di rincari tra il 3 e il 10% nel corso del 2026, complice anche la fine dei rimborsi IVA all’export cinese e il progressivo smantellamento delle linee PERC. Il differenziale con la filiera europea resta ampio, ma si sta restringendo — ed è proprio in questa finestra che l’Iperammortamento 2026 costringe le aziende a una scelta.

Il quadro normativo crea infatti un vero bivio strategico. La prima via è quella dei moduli asiatici standard: permette di realizzare l’impianto ai costi di mercato più bassi in assoluto, con un’incidenza del componente modulo quasi irrisoria sul totale dell’opera, accedendo comunque all’Iperammortamento standard per i beni strumentali 4.0/2026. La seconda via è quella della filiera UE, che si potrebbe definire un vero e proprio “bonus resilienza”: per beneficiare dei tetti di spesa maggiorati specifici delle grandi taglie oltre 1 MW — fino a 840 €/kW per i moduli di Categoria B e fino a 940 €/kW per la Categoria C — la norma richiede obbligatoriamente che i componenti provengano dal registro ENEA dei moduli prodotti in Unione Europea. Non è un dettaglio procedurale: dopo il braccio di ferro istituzionale sull’abrogazione del vincolo Made in EU, per i moduli quel vincolo è rimasto in piedi, ed esclude a priori il modulo cinese più economico dal beneficio fiscale più alto.

Cosa significa questo per i conti di un’azienda che sta progettando un impianto oltre il MW nel 2026? Che il risparmio immediato sull’acquisto — comprare cinese a prezzo stracciato — va confrontato riga per riga con la perdita dei massimali “premio” europei sulla base di calcolo dell’Iperammortamento. C’è anche un fattore che va oltre il calcolo fiscale puro: la bancabilità del progetto agli occhi degli istituti di credito pesa sempre di più nella scelta dei componenti, tanto quanto i rischi doganali che già oggi colpiscono alcuni produttori cinesi di primo piano. Non è una scelta ideologica tra Cina ed Europa, ma un calcolo di convenienza fiscale reale, che cambia a seconda della taglia dell’impianto, dell’aliquota IRES dell’impresa e di quanto durerà ancora il divario di prezzo che oggi rende conveniente il modulo asiatico.

Le due vie a confronto

Voce Via moduli asiatici Via filiera UE (registro ENEA)
Costo modulo 0,09-0,12 €/Wp, in risalita nel 2026 Sensibilmente più alto
Massimale Iperammortamento (>1 MW) Aliquota standard beni 4.0 840 €/kW Categoria B, 940 €/kW Categoria C
Vincolo di origine Nessuno Obbligatorio: registro ENEA, moduli prodotti in UE
Disponibilità Immediata, magazzini pieni Da verificare caso per caso
Incidenza sul totale opera Quasi irrisoria Maggiore, compensata dalla maxideduzione

Domande frequenti

I moduli cinesi costano ancora meno rispetto al 2025

I livelli restano storicamente bassi, ma il minimo è già alle spalle: dopo il fondo toccato nell’agosto 2025, i prezzi di importazione sono in risalita nel 2026.

Perché scegliere moduli asiatici esclude i massimali più alti dell’Iperammortamento

Perché i tetti di spesa maggiorati per gli impianti oltre 1 MW richiedono l’iscrizione al registro ENEA dei moduli prodotti in Unione Europea, un vincolo di origine che i moduli cinesi non soddisfano.

Conviene sempre puntare sulla filiera UE per massimizzare il beneficio fiscale

Dipende dalla taglia dell’impianto e dall’aliquota IRES applicabile: il risparmio immediato sul modulo va confrontato con la perdita dei massimali premio sulla base di calcolo dell’Iperammortamento.

Il differenziale di prezzo tra moduli cinesi ed europei resta stabile nel tempo

No. Il divario si sta restringendo nel 2026, complice la riduzione della capacità produttiva cinese e lo smantellamento delle linee PERC più datate.

Approfondimenti di AssoSolare

Per il quadro completo sulle regole operative dell’Iperammortamento 2026, la nostra guida operativa agli incentivi 2026 ripercorre nel dettaglio scaglioni e vincoli di origine, mentre l’analisi su perché il prezzo non è più l’unico driver nella scelta dei moduli completa il ragionamento economico di questo articolo.

Riferimenti istituzionali

Il vincolo di origine sui moduli fotovoltaici per l’accesso ai massimali maggiorati dell’Iperammortamento è disciplinato dal decreto attuativo della Legge di Bilancio 2026 pubblicato dal MIMIT (L. 199/2025, commi 427-436), che subordina l’iscrizione in Categoria B o C del registro ENEA delle tecnologie fotovoltaiche alla produzione dei moduli in Unione Europea o Spazio Economico Europeo. La procedura di comunicazione preventiva, conferma e completamento richiesta per l’accesso al beneficio è gestita tramite la piattaforma informatica del GSE.

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