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Parco Agrisolare, il 31 ottobre scade il termine per chiedere l’erogazione: chi deve muoversi
Pubblicato il 28/10/2026
Il 31 ottobre 2026 è l’ultima data utile per completare la richiesta di erogazione del contributo Parco Agrisolare per chi ha rendicontato i lavori via PEC invece che dal portale GSE. Lo indicano Infobuild Energia, che cita il decreto direttoriale MASAF n. 0238190 del 19 maggio 2026, e PMI.it, che precisa che il termine riguarda soltanto chi ha scelto la comunicazione per posta certificata. Per chi ha usato la procedura sul portale entro il 30 giugno, comunicazione di fine lavori e richiesta di erogazione coincidevano in un unico passaggio. Per gli altri la pratica è ancora aperta, a pochi giorni dalla scadenza.
Il 30 giugno 2026 era il termine per trasmettere le evidenze di completamento dei progetti dei Bandi 1, 2 e 3, legato al target PNRR M2C1-9 di 1.550.000 kW di capacità solare installata. Le strade erano due: chiudere la procedura sul portale GSE oppure inviare alla casella finelavori.agrisolare@pec.gse.it il dossier previsto dal paragrafo 8.2.1 del Regolamento Operativo, con documenti d’identità, fotografie, schema unifilare as-built, dichiarazione DNSH, dichiarazione di conformità e formulario rifiuti. Secondo Confagricoltura, un chiarimento basato sul decreto MASAF n. 0550028 del 15 ottobre 2025 consentiva di rendicontare anche senza connessione attivata, bastando la fine lavori comunicata su GAUDÌ. PMI.it riferisce che chi non ha rispettato il 30 giugno rischia la perdita del contributo, con avvio della revoca e 10 giorni per presentare osservazioni.
La domanda pratica per installatori, EPC e imprese agricole è dove si trova oggi ciascuna pratica: PEC inviata entro il 30 giugno, ma richiesta di erogazione ancora da completare sul portale. Il 31 ottobre cade di sabato, e un termine di questo tipo non lascia margine per correggere documenti all’ultimo giorno. Sulle conseguenze di un mancato rispetto del 31 ottobre non abbiamo trovato una fonte ufficiale che le descriva, e per questo il passaggio da leggere è il Regolamento Operativo, non una guida riassuntiva.
Le due strade del 30 giugno
La modalità A prevedeva di completare sul portale GSE (area clienti) la procedura informatica di richiesta di erogazione, che valeva insieme come comunicazione di fine lavori. La modalità B, indicata dalla news GSE del 10 giugno 2026, consisteva nell’inviare la documentazione via PEC con oggetto «AGRSXXXXXXXXXX – Comunicazione di fine lavori dell’intervento/impianto», dove la sequenza di X è il codice della richiesta. Il riferimento normativo è l’articolo 1, comma 2, del decreto direttoriale MASAF n. 0238190 del 19 maggio 2026, adottato a seguito della decisione di esecuzione della Commissione europea del 27 novembre 2025. Chi deve ricostruire quale bando ha finanziato la propria pratica può partire dalla guida agli incentivi Parco Agrisolare e dal quadro generale degli incentivi per imprese e investitori.
Il termine del 31 ottobre: cosa dicono le fonti
Secondo Infobuild Energia, chi ha scelto la via documentale deve completare entro il 31 ottobre 2026 la richiesta di erogazione del contributo sul portale. PMI.it conferma la data e la collega alla sola modalità PEC, pensata per chi non era riuscito a chiudere la procedura sul portale entro il 30 giugno. La news GSE che abbiamo letto non riporta il 31 ottobre, che quindi resta basato su due testate e non su una fonte istituzionale diretta. Esiste anche una discordanza: la guida di Solarplace indica un’altra scadenza, il 1° settembre 2026, come limite oltre il quale le comunicazioni di fine lavori non vengono accettate, e non menziona il 31 ottobre. Non sappiamo a quale versione del regolamento si riferisca quella guida. Per questo l’indicazione corretta è verificare data e procedura sul portale e nel Regolamento Operativo della propria pratica. Per chi gestisce più pratiche in parallelo, lo scadenzario GSE 2026 aiuta a tenere sotto controllo anche gli altri adempimenti.
Connessione alla rete: perché non bloccava la rendicontazione
Uno dei punti che più ha creato incertezza riguardava l’allaccio. Il chiarimento riportato da Confagricoltura precisa che per rendicontare entro il 30 giugno bastava completare i lavori e comunicare la fine lavori su GAUDÌ, anche se la connessione non era ancora attiva. Questo tutelava i progetti in ritardo sull’attivazione, ma non esaurisce l’iter: l’impianto deve comunque arrivare in esercizio per produrre e per rispettare gli obblighi del bando. Sui tempi di allaccio nelle aree congestionate, l’approfondimento sulla saturazione virtuale della rete mostra perché molte pratiche restano in coda.
Cosa controllare nei giorni che restano
Chi ha inviato la PEC entro il 30 giugno dovrebbe verificare nell’area clienti GSE lo stato della pratica e quale richiesta risulta ancora da completare. Conviene poi controllare che la documentazione corrisponda al paragrafo 8.2.1 del Regolamento Operativo e che schema as-built, dichiarazione di conformità e dossier fotografico siano coerenti con l’impianto realmente installato. Gli aspetti operativi legati ai fornitori e alle verifiche dell’istruttoria sono trattati nell’approfondimento su PEC, GSE e istruttoria, mentre sul fronte dei costi può essere utile il pezzo sui moduli 3Sun e i costi Agrisolare. Per le procedure autorizzative collegate agli impianti agricoli, la guida alle normative e procedure del fotovoltaico in Italia resta il riferimento.
Domande frequenti sul 31 ottobre di Parco Agrisolare
Qual è la scadenza del 31 ottobre per Parco Agrisolare
È il termine entro cui, secondo Infobuild Energia e PMI.it, va completata sul portale GSE la richiesta di erogazione del contributo da parte di chi ha rendicontato i lavori via PEC entro il 30 giugno 2026. La data non compare nella news GSE del 10 giugno che abbiamo consultato.
Chi deve rispettare il termine del 31 ottobre
Secondo PMI.it, solo i beneficiari dei Bandi 1, 2 e 3 che hanno scelto la modalità B, cioè la comunicazione di fine lavori via PEC. Chi ha completato la procedura sul portale entro il 30 giugno ha già unito comunicazione e richiesta di erogazione.
Serve la connessione alla rete per rendicontare
No, secondo il chiarimento riportato da Confagricoltura e basato sul decreto MASAF n. 0550028 del 15 ottobre 2025: per la rendicontazione entro il 30 giugno bastava completare i lavori e comunicare la fine lavori su GAUDÌ, anche a connessione non attivata.
Cosa rischia chi non ha comunicato la fine lavori entro il 30 giugno
Secondo PMI.it, la perdita del contributo in conto capitale, con possibile avvio del procedimento di revoca da parte del GSE e 10 giorni per presentare osservazioni. Il testo di riferimento è il decreto direttoriale MASAF n. 0238190 del 19 maggio 2026.
A quale indirizzo va inviata la PEC di fine lavori
A finelavori.agrisolare@pec.gse.it, con oggetto «AGRSXXXXXXXXXX – Comunicazione di fine lavori dell’intervento/impianto», dove le X vanno sostituite con il codice della richiesta, come indicato dal GSE.
Approfondimenti di AssoSolare
Per ripercorrere il bando dall’inizio, l’articolo sul Parco Agrisolare 2026 a fondo perduto riassume le regole di accesso, mentre le scadenze, l’apertura e le novità aggiornano il calendario. Sul tema della selezione delle domande si può leggere anche l’analisi sul perché Agrisolare non prevede graduatoria.
Riferimenti istituzionali
La fonte da consultare è la news del GSE sulle modalità di comunicazione di fine lavori, che richiama il decreto direttoriale MASAF n. 0238190 del 19 maggio 2026 e il Regolamento Operativo. Il chiarimento sulla connessione è riportato dalla pagina di Confagricoltura, organizzazione di categoria, che cita il decreto MASAF n. 0550028 del 15 ottobre 2025.