Soglie di potenza 2026: quando l’impianto evita la VIA e basta la PAS o la DILA

Nel 2026 la scelta della procedura autorizzativa non è più un dettaglio tecnico, ma uno snodo che determina la sopravvivenza di un progetto. La combinazione tra Aree Idonee, nuovi vincoli regionali e soglie di potenza ha creato un quadro in cui sbagliare procedura significa allungare i tempi di mesi, se non bloccare del tutto l’investimento. Capire quando basta la DILA, quando è sufficiente la PAS e quando scatta la VIA è diventato un passaggio obbligato per sviluppatori, EPC e consulenti.

Infografica sulle soglie di potenza fotovoltaico 2026: differenze tra procedure VIA, PAS e DILA.

La scelta della procedura autorizzativa nel 2026: come le nuove soglie di potenza influenzano l’iter burocratico.

DILA: rapidità estrema, perimetro ridotto

La DILA (Dichiarazione Inizio Lavori Asseverata) resta lo strumento più leggero, ma la sua applicazione oggi è chirurgica. È la procedura che permette di muoversi rapidamente, ma nel 2026 è limitata a casi molto specifici, come gli impianti su edifici o in adiacenza (entro i 300-500 metri) a zone industriali, cave o discariche, purché si resti sotto la soglia di 1 MW.

Basta un’area agricola di pregio o un perimetro paesaggistico non idoneo per farla decadere. Molti operatori commettono l’errore di forzare la DILA su terreni che sembrano “liberi” ma che, per effetto dei nuovi buffer regionali, richiederebbero almeno una PAS.

Requisiti Tecnici e Costi Ammissibili Agrivoltaico 2026

Parametro TecnicoAgrivoltaico StandardAgrivoltaico Avanzato (PNRR)Requisito per Incentivo
Altezza Moduli< 1,3 metriMinimo 2,1 metriLibero passaggio macchine agricole
Superficie OccupataMax 60-70%Max 40% del suoloMantenimento attività agricola
MonitoraggioOpzionaleObbligatorio (IoT/Sensori)Verifica continuità colturale
Costo AmmissibileVariabileFino a 1.500 €/kWpLimite massimo contributo 40%

PAS: la “nuova” soglia dei 12 MW nelle Aree Idonee

La PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) è oggi il punto di equilibrio tra rapidità e controllo. La vera novità del 2026, introdotta dal Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024), è l’innalzamento della soglia a 12 MW per gli impianti collocati in aree idonee.

Tuttavia, la sua applicazione dipende totalmente dal contesto:

  • In Area Idonea: puoi autorizzare impianti fino a 12 MW con tempi certi (circa 90 giorni).
  • In Area Non Idonea: la stessa potenza può richiedere l’Autorizzazione Unica (AU) e lo screening ambientale, trasformando un iter veloce in un calvario amministrativo. La differenza non la fa solo la potenza nominale, ma il rispetto del “Contatore SAU” regionale: se la Regione ha già saturato la sua quota di superficie agricola (compresa tra lo 0,8% e il 3%), la PAS potrebbe non essere più una strada percorribile.

VIA: il “killer” dei progetti utility-scale

La VIA (Valutazione Impatto Ambientale) rimane la procedura più pesante. Nel 2026 non scatta solo al superamento dei 12 MW in area idonea o dei 15 MW in aree industriali/cave, ma è un’arma a disposizione delle Regioni per impianti situati in aree sensibili.

Un esempio concreto: due progetti da 10 MW identici.

  1. Il primo, in un’area industriale dismessa (Area Idonea ex lege), procede con PAS e va in cantiere in 4 mesi.
  2. Il secondo, in un’area agricola “ordinaria” vicina a un bene paesaggistico, finisce dritto in VIA regionale, con il rischio concreto di un parere negativo della Soprintendenza che blocca tutto per anni.

Gestire il rischio: la pianificazione conta più del layout

Il risultato è un quadro in cui la pianificazione preliminare pesa più della progettazione esecutiva. Prima di definire un layout, gli operatori devono verificare:

  • La classificazione esatta dell’area secondo la legge regionale 2026.
  • La presenza di buffer invisibili (fasce di rispetto).
  • La cumulabilità: due impianti da 6 MW adiacenti, se riconducibili allo stesso operatore, vengono sommati e spinti verso la VIA.

Il 2026 sarà ricordato come l’anno in cui le soglie di potenza hanno smesso di essere numeri e sono diventate scelte strategiche. Chi conosce bene il perimetro normativo riesce a evitare la VIA quando non è necessaria; chi sottovaluta il contesto rischia di trovarsi davanti a un iter lungo, costoso e incerto. In un mercato che corre, la differenza tra un progetto che parte e uno che si blocca passa sempre più da qui.

L’opinione: il gioco delle ombre della burocrazia

Non possiamo nasconderci dietro un dito: questo sistema di soglie e buffer, così come è stato disegnato nel 2026, sembra fatto apposta per non decidere. Mentre il Governo dichiara di voler accelerare la transizione, la realtà dei fatti parla di una normativa che ancora “non fa capire”.

È inaccettabile che nel 2026 uno sviluppatore debba ancora navigare a vista tra interpretazioni regionali contrastanti e ritardi nei decreti attuativi che dovevano essere definitivi già mesi fa. Questo ritardo non è solo un intoppo tecnico; è un segnale di un’amministrazione che non è ancora in grado di gestire la scala industriale del solare. Chi investe milioni di euro ha diritto alla certezza, non a una caccia al tesoro tra le pieghe di una PAS che può trasformarsi in VIA da un giorno all’altro per un capriccio interpretativo.

Approfondimenti e riferimenti utili

Per orientarsi tra soglie, vincoli e procedure, è utile tenere a portata di mano alcuni riferimenti istituzionali e tecnici. Il Testo Unico FER (D.Lgs. 190/2024) chiarisce le nuove soglie per PAS e VIA nelle Aree Idonee, mentre il Decreto Aree Idonee del 21 giugno 2024 definisce il perimetro entro cui le Regioni devono classificare i territori. Per la parte autorizzativa, le indicazioni operative su DILA e PAS sono disponibili sul portale nazionale dello Sportello Unico, mentre le linee guida sulla Valutazione di Impatto Ambientale sono pubblicate dal MASE. A livello applicativo, restano fondamentali anche gli aggiornamenti regionali su SAU, buffer e cumulabilità, che possono modificare in modo sostanziale l’iter di un progetto.


Assosolare monitora costantemente il quadro autorizzativo

Assosolare continua a monitorare in modo costante l’evoluzione normativa su Aree Idonee, soglie di potenza, PAS, DILA e VIA, raccogliendo aggiornamenti regionali e interpretazioni operative che possono incidere sull’iter dei progetti. Nella nostra sezione Guide sono disponibili analisi tecniche, approfondimenti e strumenti utili per orientarsi tra vincoli, procedure e nuove regole del 2026. Un punto di riferimento aggiornato per chi deve prendere decisioni rapide e informate in un contesto che cambia di settimana in settimana.

  1. […] Al 31 maggio 2026 risultavano aperte 9.204 richieste di connessione alla rete di trasmissione nazionale, per una potenza combinata di 318 GW di impianti rinnovabili e 294 GW di sistemi di accumulo — 612 GW in totale. Un numero che supera di gran lunga la capacità reale della rete italiana e, in molti casi, la stessa domanda di energia del paese. È il fenomeno che gli operatori chiamano saturazione virtuale: progetti che hanno ottenuto una Soluzione Tecnica Minima Generale (STMG) da Terna, bloccando capacità di connessione in una zona, ma il cui iter autorizzativo non è mai stato avviato o è destinato a fallire. Capacità che resta quindi inutilizzata e inaccessibile a progetti realmente cantierabili, anche quelli che seguono correttamente le soglie di potenza e le procedure PAS/DILA. […]

⚡ Il tuo tetto vale più di quanto pensi — Scopri l’impianto ideale per la tua casa →