Il nuovo tributo cinese su celle FV e batterie: perché i moduli salgono e le batterie no

Pubblicato il 29/07/2026

Pechino ha annunciato l’estensione alle celle fotovoltaiche e a diverse tecnologie di accumulo di un’imposta sui consumi dalla quale questi prodotti erano finora esenti: aliquota del 2% dal 1° aprile 2027, che salirà al 4% dal 1° aprile 2028. È una misura distinta da quella già in vigore da aprile 2026, quando la Cina ha eliminato i rimborsi IVA all’esportazione per fotovoltaico e batterie — qui si tratta di un tributo sui consumi interno, che si aggiunge a un quadro fiscale già meno favorevole all’export a basso prezzo. Per chi in Italia pianifica investimenti C&I su un orizzonte 2026-2028, la data non è un dettaglio: due leve fiscali distinte convergono ora sulla stessa filiera, con effetti che si manifesteranno in tempi diversi.

Ma applicare la stessa tassa a due tecnologie non produce lo stesso effetto sui prezzi finali. I moduli fotovoltaici, come avevamo già raccontato, si muovono su un lieve trend di risalita dai minimi storici dell’agosto 2025 (0,091 €/Wp per il TOPCon cinese secondo i dati OPIS), complice la riduzione della capacità produttiva cinese al 55-60% dei livelli 2024. Ma è un rialzo che resta contenuto proprio perché la disponibilità di stock nei magazzini europei rimane abbondante: non c’è penuria di moduli, e questo limita quanto un ulteriore tributo del 2027 possa davvero incidere sul prezzo finale nel breve periodo.

Le batterie raccontano una storia diversa. Secondo l’ultima rilevazione BloombergNEF, il prezzo medio globale delle celle agli ioni di litio è sceso a 108 $/kWh nel 2025 (-8% sul 2024, un calo del 93% rispetto al 2010), e le previsioni per il 2026 indicano un’ulteriore discesa, nonostante il rincaro delle materie prime critiche come litio e cobalto. Il motivo è strutturale: una sovraccapacità produttiva cinese pari a circa 2,5 volte la domanda 2024 di celle al litio, unita alla diffusione della chimica LFP più economica, sta assorbendo sia l’aumento dei costi delle materie prime sia, con ogni probabilità, anche il nuovo tributo del 2027-2028. Per un’impresa che sta progettando oggi un impianto C&I con accumulo, il messaggio è che le due componenti dello stesso investimento — moduli e batterie — meritano due letture distinte, non un’unica narrazione “tutto sale”.

Due tecnologie, due mercati, due traiettorie diverse

Il tributo cinese sui consumi è formalmente identico per moduli e batterie, ma la sua ricaduta economica cambia parecchio. Nel fotovoltaico, la riduzione della capacità produttiva e la chiusura delle linee PERC più datate stanno spingendo il mercato verso un lieve consolidamento dei prezzi al rialzo — ma la disponibilità resta alta, e questo mantiene il fenomeno su ritmi contenuti, non su un’impennata. In questo contesto, un’imposta del 2-4% dal 2027 rafforza un trend già in atto, senza stravolgerlo.

Nel settore delle batterie, la dinamica resta opposta: la Cina ha costruito una capacità produttiva che supera di oltre due volte e mezzo la domanda globale, con gigafactory che operano ben al di sotto del loro potenziale. La diffusione della chimica LFP, meno costosa e meno dipendente da materie prime critiche, riduce ulteriormente la pressione sui prezzi. Qui il tributo cinese rischia di essere assorbito senza effetti visibili sul prezzo finale, almeno nel breve periodo.

Impatto del tributo cinese su moduli FV e batterie (2027-2028)

Tecnologia Aliquota 2027 Aliquota 2028 Trend prezzi 2025-2026 Impatto atteso
Moduli FV TOPCon 2% 4% Lieve risalita dai minimi 2025 Rialzo contenuto, mitigato dall’abbondante disponibilità di stock
Celle Li-ion NMC 2% 4% Calo a 108 $/kWh Impatto minimo, assorbito dalla filiera
Celle Li-ion LFP 2% 4% Calo continuo Impatto nullo o marginale
Batterie C&I complete 2% 4% Prezzi in discesa Nessun aumento significativo previsto

Cosa significa per chi investe in impianti C&I

La convergenza di due leve fiscali cinesi — eliminazione dei rimborsi IVA all’export (2026) e tributo sui consumi (2027-2028) — non produce un effetto uniforme. Per gli operatori italiani, la conseguenza è una lettura differenziata: sui moduli FV, il periodo dei minimi assoluti è probabilmente alle spalle, ma la disponibilità abbondante continua a tenere i prezzi su livelli comunque storicamente bassi, e il tributo del 2027-2028 si limita ad accompagnare un trend già moderato, non a scatenarlo. Sulle batterie, la finestra dei prezzi in discesa resta invece pienamente aperta: la sovraccapacità cinese e la diffusione della chimica LFP continueranno a comprimere i prezzi, assorbendo anche il nuovo tributo.

Il risultato è che le due componenti dello stesso impianto — moduli e batterie — non vanno lette con la stessa lente. Pianificare gli acquisti come se fossero soggetti alle stesse dinamiche significa perdere margine e tempo, in entrambe le direzioni.

Domande frequenti

Il tributo cinese farà aumentare bruscamente i prezzi dei moduli

No. L’imposta entra in vigore solo dal 2027, e anche allora si limiterà ad accompagnare un rialzo già moderato, contenuto dall’abbondante disponibilità di stock sul mercato europeo.

Le batterie aumenteranno di prezzo dal 2027

È improbabile. La sovraccapacità produttiva cinese e la diffusione della chimica LFP dovrebbero continuare ad assorbire l’imposta.

Il tributo colpisce anche gli inverter

No. La misura riguarda celle fotovoltaiche e tecnologie di accumulo, non gli inverter.

Conviene anticipare l’acquisto dei moduli per paura di rincari

Il rialzo in corso è moderato e la disponibilità resta alta: non c’è un’urgenza dettata dalla scarsità di stock, ma vale la pena monitorare l’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi.

Conviene rimandare l’acquisto delle batterie

La discesa dei prezzi continua. Il 2026-2027 resta un periodo favorevole per chi investe in accumulo.

Approfondimenti di AssoSolare

Per il quadro completo sul bivio tra moduli asiatici e filiera UE nell’ambito dell’Iperammortamento, il nostro approfondimento sul paradosso del mercato fotovoltaico analizza il calcolo di convenienza fiscale per gli impianti oltre 1 MW, mentre lo studio sui criteri di dimensionamento dello storage C&I aiuta a valutare quando conviene investire in accumulo alla luce di questi trend di prezzo.

Riferimenti istituzionali

Il nuovo tributo cinese sui consumi per celle fotovoltaiche e tecnologie di accumulo, annunciato congiuntamente dal Ministero delle Finanze e dall’Amministrazione Fiscale di Stato cinesi, si inserisce nello stesso quadro normativo che ad aprile 2026 aveva già eliminato i rimborsi IVA all’esportazione per prodotti fotovoltaici e batterie, un doppio intervento che il governo di Pechino presenta come un passaggio dalla competizione sui prezzi alla leadership tecnologica di filiera. Sul fronte dei prezzi, i dati citati in questo articolo sulle celle agli ioni di litio derivano dal 2025 Lithium-Ion Battery Price Survey di BloombergNEF, mentre le quotazioni dei moduli TOPCon di importazione cinese sono rilevate da OPIS, il servizio di pricing di settore utilizzato come riferimento dagli operatori europei della filiera fotovoltaica.

 

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