MACSE, il premio massimo della seconda asta sale a 27.000 euro/MWh-anno: cosa cambia per chi offre

Pubblicato il 27/10/2026

Il premio massimo della seconda asta MACSE è 27.000 euro per MWh all’anno. Lo ha fissato ARERA con la delibera 332/2026/R/eel del 24 settembre 2026, in vista dell’asta del 24 novembre per 16 GWh di accumulo con consegna nel 2029. Su molte pagine online si legge ancora 37.000 euro, che era il tetto della prima asta, tenuta il 30 settembre 2025. Anche la cifra di 22.000 euro, circolata ad agosto durante la consultazione, è superata: il valore definitivo è 5.000 euro sopra la proposta e 10.000 sotto il tetto della prima edizione. Per chi sta costruendo un’offerta, il numero da usare è uno solo, e conviene controllare che i fogli di calcolo non partano ancora dal vecchio.

La proposta è stata rivista al rialzo perché sono cambiati i parametri con cui ARERA stima il costo di un sistema di accumulo. Secondo la ricostruzione di pv magazine, il costo di investimento parametrico passa da 125.000 a 150.500 euro per MWh (+20,4%) e il WACC dall’8,0% all’8,2%. Pesano il prezzo del carbonato di litio e il venire meno delle esenzioni dal dazio cinese all’export che erano state annunciate: un tema che abbiamo seguito nell’articolo sul tributo cinese su moduli e batterie. Il coefficiente di sovradimensionamento resta al 12%. Sempre secondo pv magazine, l’investimento complessivo considerato, comprensivo di sovradimensionamento e oneri di costruzione, arriva a 189.790 euro per MWh. Chi ha già un preventivo di fornitura deve confrontarlo con queste cifre prima di decidere a che livello offrire.

Il tetto fissa il massimo che Terna può riconoscere, mentre il prezzo lo decide la concorrenza tra le offerte. La prima asta, di cui abbiamo raccontato l’impianto nell’articolo sulla nuova capacità di accumulo MACSE, si è chiusa a una media ponderata di 12.959 euro per MWh all’anno, circa il 35% del tetto di allora (calcolo nostro su dati pubblici). Il costo del servizio ricade su tutti i consumatori attraverso gli oneri di dispacciamento, come ricostruisce anche Energia B2B. Con costi di batteria e di capitale più alti, la domanda per sviluppatori, EPC e investitori è se il margine tra tetto e aggiudicazione si ripeterà come nel 2025. Per chi progetta accumuli industriali, la guida operativa BESS 2026 resta il riferimento per capire dove si colloca MACSE rispetto agli altri flussi di ricavo.

Cosa è cambiato tra prima e seconda asta

La tabella mette a confronto i parametri della prima asta con quelli della seconda, così come risultano dalle fonti pubbliche consultate. Il valore del premio della seconda asta sarà noto solo dopo il 24 novembre.

Parametro Prima asta (30/9/2025) Seconda asta (24/11/2026)
Volume messo a gara 10 GWh 16 GWh, consegna 2029
Premio massimo 37.000 €/MWh-anno 27.000 €/MWh-anno (proposta di agosto: 22.000)
Costo di investimento parametrico 125.000 €/MWh (valore precedente, secondo pv magazine) 150.500 €/MWh
WACC 8,0% 8,2%
Sovradimensionamento 12% 12% (invariato)
Premio medio ponderato di aggiudicazione 12.959 €/MWh-anno Da definire in asta

Tetto e prezzo: cosa dice il precedente

Il dato più utile della prima asta è la distanza tra il tetto e il prezzo finale. Un’aggiudicazione media a 12.959 contro un massimo di 37.000 indica che la concorrenza ha spinto i ribassi molto in profondità. Se la seconda asta replicasse lo stesso rapporto del 35%, il premio medio si collocherebbe intorno a 9.450 euro (27.000 per 0,35): è un’operazione aritmetica, non una previsione, perché con volumi più alti e costi in aumento la dinamica può cambiare. Il punto per un operatore è che il tetto serve a delimitare il rischio per il sistema, mentre la redditività dell’offerta dipende da quanto si scende. Per valutare quanto del ricavo MACSE sia sufficiente a sostenere un progetto, vale il confronto con gli altri flussi descritti nell’articolo sul revenue stacking BESS e con la quota di arbitraggio energetico che il sito può catturare nel periodo non coperto dal contratto.

Quanto pesa sulla bolletta

Il premio MACSE viene recuperato attraverso gli oneri di dispacciamento, quindi lo paga chi consuma energia, imprese comprese. Un ordine di grandezza, calcolato da noi e valido solo come scala: applicando il tetto di 27.000 euro a 16.000 MWh si arriva a 432 milioni di euro all’anno, mentre la media della prima asta applicata ai 10 GWh aggiudicati dà circa 130 milioni. Sono cifre teoriche, che ipotizzano il premio riconosciuto su tutta la capacità aggiudicata e non considerano le altre componenti del meccanismo. Per un’impresa energivora la questione ha un lato pratico: ogni euro di premio riconosciuto oggi si ritrova più avanti nel costo del dispacciamento, mentre l’accumulo costruito con questi contratti riduce le congestioni e la necessità di altri servizi.

Cosa fare prima del 24 novembre

Chi intende partecipare ha tre verifiche da fare. La prima riguarda il titolo autorizzativo, che per l’ammissione alle aste deve essere in regola: sul tema, l’articolo sulle autorizzazioni BESS e MASE riassume i passaggi. La seconda è la bancabilità, perché un contratto ventennale o quindicennale con premio incerto si finanzia solo con un piano solido, come spiega la guida al project financing nel fotovoltaico. La terza è la leva fiscale: per chi accompagna l’accumulo a un impianto aziendale, gli incentivi BESS e iperammortamento possono incidere sul rendimento in modo diverso rispetto a chi vende il solo servizio a Terna.

Domande frequenti sul premio massimo MACSE

Qual è il premio massimo della seconda asta MACSE

È 27.000 euro per MWh all’anno, fissato da ARERA con la delibera 332/2026/R/eel del 24 settembre 2026. Il valore di 37.000 euro riguardava la prima asta e quello di 22.000 era la proposta messa in consultazione ad agosto.

Perché il tetto è salito da 22.000 a 27.000 euro

Secondo pv magazine, i parametri di riferimento sono stati rivisti: costo di investimento da 125.000 a 150.500 euro per MWh, WACC dall’8,0% all’8,2%, con il pesare del prezzo del carbonato di litio e della mancata esenzione dal dazio cinese all’export. Il testo integrale è nella delibera ARERA; il file non si apre da tutti i nostri strumenti, quindi i parametri sono riportati attraverso la stampa di settore.

Il premio massimo è il prezzo che incassa chi vince

No. Il premio massimo è il limite oltre il quale le offerte non sono ammesse. Il premio effettivo dipende dall’esito dell’asta: nella prima edizione la media ponderata è stata di 12.959 euro per MWh all’anno, contro un tetto di 37.000.

Quando si svolge la seconda asta MACSE

L’asta è fissata per il 24 novembre 2026, per 16 GWh di capacità con consegna nel 2029. La fase di ammissione si è svolta dal 7 al 27 luglio.

Chi paga il premio MACSE

Il costo è recuperato attraverso gli oneri di dispacciamento, che gravano su tutti i consumatori di energia elettrica.

Approfondimenti di AssoSolare

Per dimensionare un accumulo aziendale partendo dai consumi reali, l’articolo sul dimensionamento BESS per le PMI mostra come si arriva al ritorno sull’investimento. Sul fronte dei ricavi, i modelli di finanziamento e di ricavo per BESS e fotovoltaico confrontano le strutture contrattuali disponibili, mentre i limiti di connessione sono trattati negli approfondimenti sulla saturazione virtuale della rete e sui vincoli di rete per l’accumulo C&I.

Riferimenti istituzionali

Il testo ufficiale è la deliberazione ARERA 332/2026/R/eel del 24 settembre 2026, che fissa il premio massimo. Il calendario dell’asta pubblicato da Terna è riportato nella comunicazione di Elettricità Futura.

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